Tabitha Stevens nasce il 16 febbraio 1972 a Los Angeles, California, in una famiglia di origine italo-americana. Cresce in un ambiente modesto, lontano dai riflettori di Hollywood. Durante l'adolescenza frequenta la scuola pubblica di Van Nuys, dove si appassiona alla danza classica e al jazz. A sedici anni inizia a lavorare come cameriera in un ristorante del centro per mantenersi, mentre continua gli studi serali. È in quel periodo che scopre di avere una forte attitudine per lo spettacolo, partecipando a piccole produzioni teatrali locali. La sua vita cambia radicalmente quando, a diciannove anni, viene notata da un fotografo di moda durante un casting per un catalogo di intimo. Da lì comincia a posare per riviste, ma l'industria dell'intrattenimento per adulti bussa presto alla sua porta.
Nel 1993 Tabitha Stevens firma il suo primo contratto con una casa di produzione californiana. La sua prima scena, girata per la serie “Fresh Faces”, la mette subito in luce per la spontaneità e la naturalezza davanti alla telecamera. L'esperienza iniziale è traumatica: racconta di aver pianto dopo il primo giorno di riprese, sentendosi sopraffatta dal clima di lavoro. Tuttavia, decide di proseguire perché vede in quel settore una possibilità concreta di indipendenza economica. Nei primi due anni si fa notare per la capacità di adattarsi a generi diversi, dal softcore al hardcore, e nel 1995 ottiene il suo primo riconoscimento con una nomination agli AVN Awards come “Best New Starlet”. La vittoria non arriva, ma il nome di Tabitha Stevens inizia a circolare tra gli addetti ai lavori.
Tra il 1996 e il 1999 la sua carriera decolla. Lavora con registi influenti come Michael Ninn e Andrew Blake, e partecipa a produzioni di alto budget come “The Devil in Miss Jones 6”. In questi anni sviluppa un forte legame con la regista e produttrice Nina Hartley, che la prende sotto la sua ala protettrice. Tabitha racconta di aver imparato da lei l'importanza del rispetto dei propri limiti fisici e psicologici. Nel 1998, durante un tour promozionale in Europa, vive una delle esperienze più intense: a Barcellona, un fan la riconosce per strada e le chiede un autografo con tale calore che la fa riflettere sul reale impatto del suo lavoro. Nello stesso anno decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica al seno, per sentirsi più sicura di sé, ma in seguito definirà quella scelta “un errore dettato dall'insicurezza”.
All'inizio degli anni 2000 Tabitha Stevens inizia a sentire il peso psicologico della routine lavorativa. Nel 2001, dopo aver girato oltre 200 scene, prende una pausa di sei mesi e si trasferisce a Palm Springs. Durante questo periodo frequenta corsi di recitazione e tenta di entrare nel cinema mainstream, ma ottiene solo piccole parti in film B. La sua esperienza più significativa fuori dal settore per adulti è un ruolo da comparsa in “The Fast and the Furious” (2001), dove le sue scene vengono però tagliate in fase di montaggio. Delusa, torna all'industria per adulti ma con un approccio diverso: inizia a scrivere articoli per riviste del settore e a curare rubriche di consigli sessuali. Nel 2003 lancia un suo sito web personale, dove condivide diari di viaggio e riflessioni sulla vita da performer.
Dopo il ritiro ufficiale nel 2007, Tabitha Stevens si dedica alla formazione di nuove attrici, offrendo workshop su sicurezza e consapevolezza sul set. Nel 2010 pubblica un'autobiografia digitale, “Dentro e fuori dal frame”, dove analizza le difficoltà emotive legate al suo lavoro. Vive ancora in California, in una casa con un giardino che cura personalmente. Continua a mantenere contatti con alcune colleghe del passato, ma preferisce una vita riservata. Recentemente ha dichiarato in un'intervista podcast di non rimpiangere nulla, ma di consigliare alle giovani di informarsi bene prima di entrare nell'industria. La sua storia personale rimane un esempio di resilienza e capacità di reinventarsi in un settore spesso stigmatizzato.